Lo scenario economico
I CONSUMI DELLE FAMIGLIE ITALIANE
Nel corso del 2025 la spesa delle famiglie ha mantenuto un
profilo complessivamente stabile. Il potere d’acquisto ha
beneficiato della dinamica più contenuta dei prezzi, della
crescita occupazionale e delle retribuzioni, ma tali fattori non si
sono ancora tradotti in un pieno rilancio della domanda, frenata
dalla permanenza di una elevata propensione al risparmio e da un
contesto di elevata incertezza. Nel complesso, il livello della
spesa delle famiglie rimane su valori superiori al pre-pandemia, ma
la dinamica trimestrale continua a suggerire una dinamica che
diventa via via più modesta.
All’interno del paniere di spesa, tra i beni, per i durevoli
si attendono spunti più favorevoli per i prodotti per la casa,
per effetto delle esigenze di sostituzione in chiave green e
digitale e del graduale miglioramento del mercato immobiliare, e
dai beni tecnologici, sostenuti dal processo di rinnovamento della
dotazione ICT domestica e dal crescente utilizzo di dispositivi
avanzati connessi e dotati di intelligenza artificiale. Più
incerta resta, invece, l’evoluzione dei mezzi di trasporto,
frenata dalla transizione tecnologica verso la mobilità a
basse emissioni e da fattori demografici sfavorevoli, oltre che dai
cambiamenti culturali in atto rispetto all’acquisto di
autoveicoli in generale. Tra i beni non durevoli, si conferma una
maggiore resilienza dei prodotti legati al benessere personale e
alla salute, mentre alimentare e, soprattutto, moda continueranno a
essere condizionati da strategie di consumo più selettive e
orientate al contenimento della spesa. Si confermerà invece la
maggiore vivacità delle spese per servizi, sostenuti dal
cambiamento strutturale dei modelli di consumo orientati
maggiormente alla cura degli interessi personali e familiari, tempo
libero e benessere, oltre che dai flussi turistici degli stranieri
in crescita.
1 Scenario elaborato con i dati Istat disponibili sul secondo trimestre (Conti economici trimestrali, pubblicati il 6 ottobre 2025).
In media d’anno, pertanto, il 2025 è atteso chiudersi con una moderata crescita (+0.7% a prezzi costanti). I consumi delle famiglie continueranno a scontare una distribuzione della capacità di spesa sempre più polarizzata rispetto al passato. Le famiglie più abbienti saranno verosimilmente in grado di mantenere pressoché invariato il proprio paniere di consumo, mentre sia le fasce meno abbienti sia i ceti medi — che rappresentano circa il 60% della spesa complessiva — mostreranno una dinamica ancora debole, riflettendo un recupero dei redditi da lavoro ancora largamente incompleto rispetto ai rincari accumulati negli anni più recenti.
Relativamente ai beni durevoli monitorati
nell’Osservatorio, dopo un biennio di crescita tonica nel
2025 la spesa è stimata assestarsi sui 77 miliardi di euro
(-2.4% in valore). Un’evoluzione che sconta la negativa
dinamica del comparto della mobilità (-4.1% in valore),
condizionata in particolare dall’interruzione del percorso di
recupero della spesa delle famiglie in auto nuove, in calo del 9% a
valore. L’incertezza tecnologica e l’effetto attesa
degli incentivi hanno pesato in modo rilevante sulla domanda delle
famiglie, che ha registrato un calo prossimo al 10% in termini di
immatricolazioni. La contrazione dei volumi di immatricolato di
auto nuove è stata solo marginalmente compensata da una tenuta
dei prezzi praticati (+0.8%), in un contesto di politiche di prezzo
delle case che si sono fatte più aggressive per cercare di
intercettare una domanda particolarmente debole e alla ricerca di
risparmio, come testimoniato dalla tenuta del mercato delle auto
usata (-0.2% in valore).
Una tenuta che riflette una dinamica positiva dei volumi (+2.1%),
seppure in rallentamento rispetto al biennio precedente, e prezzi
in calo, indicativi sia di politiche più aggressive sia di uno
spostamento della domanda su vetture usate più
economiche.
Risultati negativi anche per il mercato delle due ruote (-7% in
valore), che inverte la tendenza dopo anni di forte sviluppo, e
sconta anche il confronto con un 2024 condizionato dal boom di
dicembre, mese in cui è scaduta la possibilità di
immatricolare moto Euro 5.
Nel mercato dei beni per la casa, invece, la spesa è attesa
mostrare una stabilità nel 2025 (-0.1% in valore),
consolidando un giro di affari di 33.4 miliardi di euro. Migliore
l’evoluzione delle vendite del comparto della tecnologia
consumer, atteso mostrare una crescita dello 0.5% in valore, con
dinamiche positive sia dei volumi sia dei prezzi. La spesa per
l’acquisto di mobili, invece, manterrà
un’evoluzione negativa (-0.6% in valore), a fronte di un calo
dei volumi di vendita (-1.7%).
All’interno del mercato della tecnologia consumer, in
particolare, l’evoluzione si conferma eterogenea: i piccoli
elettrodomestici (+5.2% in valore), trainati dalla portata
innovativa dell’offerta e dall’intensa attività
promozionale, e l’information technology (+1.7% in valore),
sostenuto dai cicli di sostituzione dei prodotti acquistati negli
anni di pandemia, sono stimati mostrare le performance migliori.
Sostanzialmente stazionaria, invece, la spesa per la telefonia
(-0.4%) e per i grandi elettrodomestici (-0.3%), comparto
quest’ultimo sostenuto da esigenze di sostituzione e di
efficientamento energetico, favorite anche dall’introduzione
del Bonus rottamazione. L’elettronica di consumo, infine,
continua a mostrare le performance peggiori (-1.9%), seppure in
netta attenuazione rispetto al forte deterioramento del triennio
2022-‘24, segnale di un quasi completo rientro dai picchi
positivi dovuti allo switch off e sostenuti dai bonus
Tv/decoder.




















