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Osservatorio Nazionale 2025 - Consumi
Nazionale dicembre 2025
Report Comunicato stampa Presentazione Edizioni precedenti
  • Capitolo 1Lo scenario economico
  • Capitolo 2Auto nuove
  • Capitolo 3Auto usate
  • Capitolo 4Motoveicoli
  • Capitolo 5Mobili
  • Capitolo 6Telefonia
  • Capitolo 7Elettrodomestici grandi
  • Capitolo 8Elettrodomestici piccoli
  • Capitolo 9Information technology
  • Capitolo 10Elettronica di consumo
  • Capitolo 1 Lo scenario economico
    Capitolo 1

    Lo scenario economico

    I CONSUMI DELLE FAMIGLIE ITALIANE

    Nel corso del 2025 la spesa delle famiglie ha mantenuto un profilo complessivamente stabile. Il potere d’acquisto ha beneficiato della dinamica più contenuta dei prezzi, della crescita occupazionale e delle retribuzioni, ma tali fattori non si sono ancora tradotti in un pieno rilancio della domanda, frenata dalla permanenza di una elevata propensione al risparmio e da un contesto di elevata incertezza. Nel complesso, il livello della spesa delle famiglie rimane su valori superiori al pre-pandemia, ma la dinamica trimestrale continua a suggerire una dinamica che diventa via via più modesta.
    All’interno del paniere di spesa, tra i beni, per i durevoli si attendono spunti più favorevoli per i prodotti per la casa, per effetto delle esigenze di sostituzione in chiave green e digitale e del graduale miglioramento del mercato immobiliare, e dai beni tecnologici, sostenuti dal processo di rinnovamento della dotazione ICT domestica e dal crescente utilizzo di dispositivi avanzati connessi e dotati di intelligenza artificiale. Più incerta resta, invece, l’evoluzione dei mezzi di trasporto, frenata dalla transizione tecnologica verso la mobilità a basse emissioni e da fattori demografici sfavorevoli, oltre che dai cambiamenti culturali in atto rispetto all’acquisto di autoveicoli in generale. Tra i beni non durevoli, si conferma una maggiore resilienza dei prodotti legati al benessere personale e alla salute, mentre alimentare e, soprattutto, moda continueranno a essere condizionati da strategie di consumo più selettive e orientate al contenimento della spesa. Si confermerà invece la maggiore vivacità delle spese per servizi, sostenuti dal cambiamento strutturale dei modelli di consumo orientati maggiormente alla cura degli interessi personali e familiari, tempo libero e benessere, oltre che dai flussi turistici degli stranieri in crescita.

    1 Scenario elaborato con i dati Istat disponibili sul secondo trimestre (Conti economici trimestrali, pubblicati il 6 ottobre 2025).

    In media d’anno, pertanto, il 2025 è atteso chiudersi con una moderata crescita (+0.7% a prezzi costanti). I consumi delle famiglie continueranno a scontare una distribuzione della capacità di spesa sempre più polarizzata rispetto al passato. Le famiglie più abbienti saranno verosimilmente in grado di mantenere pressoché invariato il proprio paniere di consumo, mentre sia le fasce meno abbienti sia i ceti medi — che rappresentano circa il 60% della spesa complessiva — mostreranno una dinamica ancora debole, riflettendo un recupero dei redditi da lavoro ancora largamente incompleto rispetto ai rincari accumulati negli anni più recenti.

    Relativamente ai beni durevoli monitorati nell’Osservatorio, dopo un biennio di crescita tonica nel 2025 la spesa è stimata assestarsi sui 77 miliardi di euro (-2.4% in valore). Un’evoluzione che sconta la negativa dinamica del comparto della mobilità (-4.1% in valore), condizionata in particolare dall’interruzione del percorso di recupero della spesa delle famiglie in auto nuove, in calo del 9% a valore. L’incertezza tecnologica e l’effetto attesa degli incentivi hanno pesato in modo rilevante sulla domanda delle famiglie, che ha registrato un calo prossimo al 10% in termini di immatricolazioni. La contrazione dei volumi di immatricolato di auto nuove è stata solo marginalmente compensata da una tenuta dei prezzi praticati (+0.8%), in un contesto di politiche di prezzo delle case che si sono fatte più aggressive per cercare di intercettare una domanda particolarmente debole e alla ricerca di risparmio, come testimoniato dalla tenuta del mercato delle auto usata (-0.2% in valore).
    Una tenuta che riflette una dinamica positiva dei volumi (+2.1%), seppure in rallentamento rispetto al biennio precedente, e prezzi in calo, indicativi sia di politiche più aggressive sia di uno spostamento della domanda su vetture usate più economiche.
    Risultati negativi anche per il mercato delle due ruote (-7% in valore), che inverte la tendenza dopo anni di forte sviluppo, e sconta anche il confronto con un 2024 condizionato dal boom di dicembre, mese in cui è scaduta la possibilità di immatricolare moto Euro 5.
    Nel mercato dei beni per la casa, invece, la spesa è attesa mostrare una stabilità nel 2025 (-0.1% in valore), consolidando un giro di affari di 33.4 miliardi di euro. Migliore l’evoluzione delle vendite del comparto della tecnologia consumer, atteso mostrare una crescita dello 0.5% in valore, con dinamiche positive sia dei volumi sia dei prezzi. La spesa per l’acquisto di mobili, invece, manterrà un’evoluzione negativa (-0.6% in valore), a fronte di un calo dei volumi di vendita (-1.7%).
    All’interno del mercato della tecnologia consumer, in particolare, l’evoluzione si conferma eterogenea: i piccoli elettrodomestici (+5.2% in valore), trainati dalla portata innovativa dell’offerta e dall’intensa attività promozionale, e l’information technology (+1.7% in valore), sostenuto dai cicli di sostituzione dei prodotti acquistati negli anni di pandemia, sono stimati mostrare le performance migliori. Sostanzialmente stazionaria, invece, la spesa per la telefonia (-0.4%) e per i grandi elettrodomestici (-0.3%), comparto quest’ultimo sostenuto da esigenze di sostituzione e di efficientamento energetico, favorite anche dall’introduzione del Bonus rottamazione. L’elettronica di consumo, infine, continua a mostrare le performance peggiori (-1.9%), seppure in netta attenuazione rispetto al forte deterioramento del triennio 2022-‘24, segnale di un quasi completo rientro dai picchi positivi dovuti allo switch off e sostenuti dai bonus Tv/decoder.

  • Capitolo 2 Auto nuove
    Capitolo 2

    Auto nuove

    Il mercato delle auto nuove chiude il 2025 con un ulteriore ridimensionamento dei volumi di immatricolato (-2.5%), nonostante la ripresa della domanda delle aziende (+7.8%), trainata dal noleggio. Le vendite a privati scendono di quasi dieci punti percentuali a volume, in un contesto di propensione al consumo ancora compressa e di incertezza tecnologica, con incentivi che dovrebbero agevolare la transizione green che sono partiti in grande ritardo e un impatto sul 2025 molto limitato in termini di immatricolazioni.

    LA STRUTTURA DEL MERCATO: IMMATRICOLAZIONI

    Il 2025 chiude con un ulteriore ridimensionamento del mercato delle nuove autovetture: il calo del 2.5% a volume che segue la flessione del 2024 (-0.8%) porta il mercato a circa 1540 mila unità, dato che confrontato con i volumi del 2019 fa segnare ancora un -20%. La domanda è stata frenata, in particolare, dalla bassa propensione al consumo delle famiglie che, combinata al cambiamento di mix di offerta che sta interessando il mercato auto, continua a riflettersi in una riduzione significativa delle nuove vetture immatricolate, con una domanda che si rivolge in maggior misura al mercato dell’usato in cerca di economicità e soluzioni tradizionali. Le case auto, infatti, spinte dai cambiamenti normativi si stanno sempre più posizionando sui modelli elettrificati. Questi sono caratterizzati da un costo medio superiore già nel confronto tra due vetture di pari segmento, in particolare per i modelli plug-in che di fatto sono dotati di doppia motorizzazione (endotermica e BEV) e forniscono il vantaggio dell’indipendenza dai vincoli della ricarica elettrica, che rappresenta un freno importante alla decisione d’acquisto di auto elettriche pure. Ad aggravare il contesto c’è un’offerta delle case che, alla ricerca della marginalità, si è spostata sui segmenti più alti di mercato, con una scarsità di offerta di auto piccole e utilitarie. In un contesto così incerto una politica di accompagnamento alla transizione tramite incentivo sarebbe più efficace se fatta in maniera continuativa, senza stop and go e cambiamenti normativi. In particolare, gli incentivi varati per il 2025, destinati a famiglie e microimprese, hanno lavorato in discontinuità rispetto alle misure precedenti. Sono stati, infatti, finanziati con fondi PNRR inizialmente destinati alle infrastrutture di ricarica elettrica ma rimasti inutilizzati (circa 600 milioni di euro). A differenza delle misure varate negli anni precedenti, che andavano a vantaggio anche di vetture ibride ed endotermiche a basse emissioni, il bonus 2025 è stato riservato alle auto BEV, con rottamazione obbligatoria di veicoli endotermici Euro 5 o precedenti, e ha importo più rilevante, arrivando a 11 mila euro in caso di Isee dell’acquirente non superiore a 30 mila euro (9 mila euro fino a 40 mila euro di Isee) e a 20 mila euro per le microimprese. La misura è stata annunciata nella prima parte dell’anno, generando un effetto attesa sulla domanda di auto elettriche, ma il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo l’8 settembre e la piattaforma per ottenere i voucher è stata attivata a fine ottobre, per l’attesa legata alla definizione delle aree urbane funzionali (solo i residenti in esse possono chiedere il bonus), con la conseguenza di avere un impatto del tutto limitato sul mercato 2025 (con il voucher si prenota un acquisto che può poi avvenire entro giugno 2026).

    L’incertezza e l’effetto attesa degli incentivi hanno pesato maggiormente sulla domanda della clientela privata, che ha registrato un calo prossimo al 10% in termini di immatricolazioni. Nonostante prezzi delle vetture nuove in rallentamento, la transizione dalle motorizzazioni tradizionali alle nuove soluzioni, con barriere di costo e vincoli di utilizzo ancora molto sentiti dalla clientela privata, sta frenando il mercato consumer. A una situazione economica che rimane connotata da una cautela nelle decisioni di spesa si aggiunge un contributo demografico negativo. La popolazione italiana è in progressiva riduzione e il calo delle nascite combinato all’allungamento della vita media sta portando a un significativo invecchiamento: si consideri che nel 2010 il 19.7% della popolazione residente era rappresentata dalla coorte 18-34 anni, con gli over 64 che rappresentavano il 20.4% dei residenti, due quote simili, mentre nel 2025 Istat stima delle quote rispettivamente di 17.7% e di 24.7% per le due coorti. I giovani e i neopatentati sono, quindi, sempre meno, con bassi redditi e una maggiore propensione all’utilizzo di servizi di sharing e di mezzi alternativi alla vettura privata per la mobilità urbana. In tale contesto i volumi di mercato della clientela privata sono scesi sotto alle 825 mila auto, rispetto a più di un milione di vetture immatricolate nel 2019.

    Lato imprese i volumi di mercato hanno potuto risollevarsi dopo un 2024 negativo, grazie soprattutto alla ripresa della domanda di flotte a noleggio a lungo termine, in crescita a doppia cifra. Il comparto, che ha ormai superato il 20% del totale immatricolato, è stato vivacizzato dal rinnovo in chiave green delle flotte in seguito all’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, che ha modificato la fiscalità dei fringe benefit. In particolare, il nuovo meccanismo di tassazione penalizza significativamente le auto a benzina e diesel, avvantaggiando le auto elettriche e ibride plug-in. Si è mantenuto dinamico anche il noleggio a breve termine, grazie sia alla domanda di sharing nelle città che alla crescita degli arrivi turistici di stranieri nel paese. I volumi di autoimmatricolato sono rimasti più stabili, sui buoni livelli del 2024, a conferma di una domanda da parte della clientela privata che si è mantenuta fiacca e che le case e le concessionarie hanno fronteggiato alimentando le vendite di km0 sul mercato dell’usato.

    La combinazione degli andamenti dei due canali esaminati porta ad un deciso calo della quota dei privati sul totale mercato, che scende al 54%, livello minimo storico che accentua la tendenza storicamente in atto di cambiamento di paradigma, da autovettura come prodotto ad autovettura come servizio, con il noleggio che sta rappresentando il canale abilitante per accelerare la transizione ecologica del parco auto.

    LA COMPOSIZIONE DELLE IMMATRICOLAZIONI

    Il 2025 ha portato a un progresso nella, ancora lunga, strada di transizione green del mercato auto: la penetrazione delle vetture BEV sul totale delle vendite in Italia è, infatti, salita al 5.2% nel gennaio-settembre 2025, aumentando di oltre un punto quota rispetto al 2024. In termini assoluti si tratta di un risultato modesto ma significativo perché segnala una tendenza di sviluppo, avvenuto senza il sostegno di politiche di supporto pubblico, che sono entrate in vigore solo a fine ottobre con effetti in termini di immatricolato che andranno a manifestarsi principalmente nella prima parte del 2026. In base ai dati Acea, in termini di penetrazione delle auto elettriche sul totale immatricolato, il mercato nazionale, è ancora distante sia dalla media europea, pari al 16.4% nei primi dieci mesi del 2025 sia dagli altri principali mercati del continente. In Francia e Germania la quota di BEV è prossima al 20%, in UK sopra al 22% e la Spagna sta velocemente recuperando un avvio più lento, con una quota che è salita all’8.5%, grazie al raddoppio dei volumi immatricolati nel gennaio-ottobre rispetto allo stesso periodo del 2024.

    Se ampliamo lo sguardo all’intero comparto delle elettrificate, ovvero sommiamo alle elettriche pure le ibride e le plug-in, l’aggregato continua a crescere, arrivando vicino al 55.8% del mercato nei primi nove mesi del 2025 (quasi nove punti percentuali in più dello stesso periodo 2024), con nuovi modelli sempre più concentrati in questo tipo di soluzioni, al fine di rispettare i limiti di emissioni imposti dalle autorità europee e un’accelerazione venuta al comparto dal cambiamento di fiscalità delle flotte del noleggio a lungo termine.
    Parallelamente è proseguita la riduzione dei volumi di vendita delle vetture a gasolio, con una quota sul totale immatricolato che nel gennaio-settembre 2025 è scesa sotto al 10%, avvicinandosi a quella del gpl. Una maggior tenuta continua a caratterizzare la motorizzazione a benzina che, dopo l’aumento del 2024, ha ripreso sulla tendenza di ridimensionamento posizionandosi attorno al 25% nei primi nove mesi del 2025, una penetrazione sostenuta dall’incertezza tecnologica e dai prezzi medi superiori che continuano a limitare la diffusione delle soluzioni elettrificate.

    Nel complesso, l’aggregato delle alimentazioni alternative ha consolidato la sua leadership passando dal 57% di quota del 2024 al 65% nei primi nove mesi del 2025. Al suo interno, le auto a gpl sono risultate stabili difendendo il ruolo di soluzione più ecologica rispetto alle tradizionali benzina e gasolio e al contempo economica. Ma i dati certificano che il settore sta veicolando gli investimenti altrove, abbandonando di metano (non ci sono più modelli disponibili sul mercato) e spingendo sulle vetture con più basse emissioni.

    All’interno dell’aggregato delle altre alimentazioni, le vetture elettrificate vanno quindi a rappresentare quasi l’86% dell’immatricolato, con una quota predominante ancora appannaggio dell’ibrido puro (68.6% nel gennaio settembre 2025), ovvero vetture “senza spina” dove il motore elettrico assiste quello endotermico riducendone l’impatto ambientale ma senza necessità di ricarica.

    IL MERCATO FAMIGLIE

    Il 2025 ha segnato una decisa interruzione del percorso di recupero della spesa delle famiglie in auto nuove, con un calo del 9% a valore e un livello sceso attorno ai 16.5 miliardi di euro, dagli oltre 18 del 2024. La contrazione dei volumi di immatricolato di auto nuove è stata solo marginalmente compensata da una tenuta dei prezzi praticati (+0.8%), in un contesto di raffreddamento dell’inflazione e di politiche di prezzo delle case che si sono fatte più aggressive per cercare di intercettare una domanda particolarmente debole e alla ricerca di risparmio, come testimoniato dalla maggiore dinamicità osservata nel comparto dell’usato. Un sostegno ai prezzi medi di mercato è venuto, anche nel 2025, dal cambiamento di mix di offerta a favore sia di vetture elettrificate, mediamente più costose, sia di segmenti di mercato medio alti, tendenze che si stanno affiancando negli ultimi anni. Si consideri che le vetture di segmento A, le cosiddette city car, sono passate dal rappresentare il 17% circa dell’immatricolato di auto nuove in Italia nel 2019 al 12% nel 2024 (fonte Unrae), principalmente per una scarsità di nuovi modelli proposti sul mercato, data la bassa marginalità che le case produttrici hanno nel produrre modelli elettrici di tale fascia di mercato.

  • Capitolo 3 Auto usate
    Capitolo 3

    Auto usate

    Nel 2025, nonostante la debolezza della domanda delle famiglie che ha portato ad una significativa flessione delle vendite di auto nuove, il numero di trasferimenti di vetture usate a privati ha mostrato una crescita del 2.1%. Una tenuta in un contesto di minor dinamicità del mercato, come indicato dal rallentamento della crescita dei volumi e dai prezzi in calo, indicativi sia di politiche più aggressive sia di uno spostamento della domanda su vetture più economiche.

    Il mercato dell’auto usata archivia nel 2025 una modesta crescita dei volumi acquistati dai privati, poco sopra al 2% dopo un 2023 e 2024 decisamente più dinamici, aumento che porta il numero di scambi a livelli prossimi ai 3 milioni. Il risultato è di un mercato dell’usato che ancora una volta si conferma trainante rispetto al nuovo, che soffre maggiormente dei vincoli reddituali delle famiglie italiane, a fronte di prezzi delle vetture nuove che continuano a crescere, e dell’incertezza tecnologica legata alle nuove soluzioni di mobilità. La domanda di sostituzione delle vetture obsolete da parte dei privati, con un parco circolante che come testimoniato dagli ultimi dati Aci aumenta e invecchia (+1% nel 2024, che porta a superare i 41 milioni di veicoli, con un’età media salita a 12.4 anni), continua ad alimentare la crescita dei trasferimenti di proprietà, con parallelamente volumi di vendita di auto nuove a famiglie in continuo ridimensionamento. A spingere le vendite di usato nell’ultimo decennio è stata anche la diffusione delle piattaforme di vendita on-line su cui il cliente privato trova la vettura da acquistare. A titolo indicativo Subito Motori, l’e-commerce dedicato al settore, ha registrato 1.2 miliardi di ricerche nel 2024, con oltre un milione di utenti attivi al giorno e la categoria ‘auto' che si conferma la più ricercata nella piattaforma, in continua crescita (fonte Corriere Motori). Sul canale on-line i rivenditori ufficiali hanno saputo guadagnare quote di mercato, grazie a investimenti mirati e a una maggiore capacità di intercettare la clientela rispetto al privato, oltre che per una più alta garanzia di sicurezza e servizi accessori offerti. I dati sui trasferimenti di proprietà di Unrae, infatti, evidenziano come se nel 2015 il 60% degli scambi avveniva tra privati, oggi tale quota è scesa poco sotto al 50% (49.9% nel gennaio luglio 2025), con un guadagno di 10 punti quota degli scambi da società a privato.

    A livello di composizione per alimentazioni, come rilevato da Unrae, nei primi nove mesi del 2025 la scelta privilegiata sul mercato dell’usato si è confermata essere il diesel (42% di quota circa) ma essa è in ulteriore discesa rispetto allo stesso periodo del 2024, indicando come prosegue anche su questo mercato l’incremento della penetrazione delle vetture a più basse emissioni. A fronte di quote sostanzialmente stabili per benzina, gpl e metano, infatti, a guadagnare quota sono le auto elettrificate, in particolare le ibride che passano dal 7.4% del gennaio-settembre 2024 al 9.9% del 2025. Elettriche pure e plug-in, entrambe con quote in crescita ma ancora marginali, attorno all’1%, faticano maggiormente a penetrare il settore dell’usato per l’elevato prezzo medio che le caratterizza, in quanto il cliente tipico di questo mercato è alla ricerca di economicità.

    Il mercato a valore si è stabilizzato poco sopra i 24 miliardi di euro, su livelli sostanzialmente analoghi al 2024, superando di quasi 8 miliardi di euro il giro d’affari dell’auto nuova, che ha maggiormente risentito dei vincoli di spesa delle famiglie italiane. La tenuta dei valori del mercato dell’usato è stata possibile grazie proprio alla ricerca di risparmio da parte dei consumatori, come evidenziato dai prezzi in contrazione indicativi sia di politiche di pricing aggressive sia di una ricomposizione del venduto a vantaggio di vetture più economiche. I dati Unrae sui primi nove mesi del 2025 mostrano che le vetture con oltre sei anni di anzianità rappresentano quasi il 66% dei trasferimenti di usato, una quota che si conferma maggioritaria e in ulteriore aumento rispetto al 2024.

  • Capitolo 4 Motoveicoli
    Capitolo 4

    Motoveicoli

    Il mercato delle due ruote inverte la tendenza dopo anni di forte sviluppo, confrontandosi con un 2024 condizionato dal boom di dicembre, mese in cui è scaduta la possibilità di immatricolare moto Euro 5. Al netto di questo effetto emergevano già nel 2024 segnali di rallentamento, tendenza proseguita nel 2025 e diffusa sia ai ciclomotori, in forte calo anche per il confronto col dato anomalo del 2024, sia alle moto targate, che chiudono l’anno a -8% circa a volume dopo una fase di crescita a doppia cifra.

    Nel 2025 il mercato delle due ruote ha mostrato una netta inversione della tendenza di sviluppo in atto da alcuni anni. Già nel corso del 2024 erano emersi segnali di rallentamento della domanda rivolta alle due ruote, in particolare al segmento dei ciclomotori che risultava in calo a tutto novembre 2024. I volumi di immatricolato dell’anno sono poi stati condizionati dal boom del mese di dicembre, che ha rappresentato l’ultima finestra temporale per poter immatricolare motoveicoli di categoria Euro 5. Ciò ha portato il mercato a chiudere il 2024 in positivo per entrambi i comparti, targato e non targato, grazie soprattutto alle immatricolazioni realizzate dai concessionari con l’obiettivo di vendere poi sul mercato dell’usato tali veicoli. Il calo del mercato delle due ruote nel 2025 (-7.7% a volume) va letto quindi tenendo conto anche di questa distorsione che comporta, oltre ad un effetto confronto col 2024 penalizzante, una maggior concorrenza alle vendite di nuovo nel corso del 2025 legata alla spinta sul mercato dell’usato da parte dei concessionari per collocare i motoveicoli Euro 5. In termini di valori si è osservata una dinamica simile (-7%), che ha portato i livelli del mercato a scendere sotto ai 2.8 miliardi di euro, in un contesto di prezzi in crescita debole per le moto targate e in calo del 2% circa per i ciclomotori, penalizzati da una domanda particolarmente debole.
    Il dato complessivo sottende, infatti, dinamiche differenziate tra ciclomotori, in forte calo (oltre -30% a volume), e targato, in miglior tenuta (-6% circa a volume) e su livelli storicamente elevati. In particolare, all’interno del segmento del targato un sostegno alla domanda viene dal comparto degli scooter, in crescita dell’8.8% nel gennaio-ottobre 2025 a conferma della centralità che questi mezzi hanno ormai nella mobilità urbana. A portare in negativo i volumi di targato nel 2025 sono quindi le moto (-12.7% nel gennaio-ottobre 2025) che soffrono del confronto con anni dinamici e l’anticipazione di domanda legata alla fine della serie Euro 5.
    Analogamente a quanto accaduto nel 2024, il bonus a sostegno del comparto dei veicoli elettrici e ibridi, introdotto dalla Legge di Bilancio del 2021 con uno stanziamento di 30 milioni di euro anche per il 2025, non ha dato un impulso significativo al mercato delle due ruote. L’incentivo, varato il 18 marzo 2025, è andato rapidamente esaurito e ne hanno beneficiato in larga misura gli acquirenti di quadricicli elettrici, che a tutto settembre 2025 mostrano immatricolazioni in crescita del 12% (quasi 11 mila unità, fonte Dataforce).

    I fondi non hanno al contrario sostenuto lo sviluppo dell’elettrificazione della flotta a due ruote. Nei primi nove mesi del 2025 i dati sull’andamento delle immatricolazioni per alimentazione di fonte ACEM indicano per le due ruote elettriche un calo dell’11.8%, legato in particolare al ridimensionamento delle vendite di ciclomotori elettrici (-29% nel gennaio-settembre, con una quota di rappresentatività sul totale motoveicoli elettrici che scende al 23.3% rispetto al 24% del 2024). Rimangono in territorio positivo a tutto settembre le vendite di targato elettrico (+2.5%), segmento per cui le potenzialità di sviluppo sono ancora molto elevate. Si consideri, infatti, che le moto targate BEV hanno un’incidenza pari all’1.6% del totale immatricolato nel gennaio-settembre 2025 in Italia a fronte di quote del 3.7% in Germania, del 3.2% in Francia e del 2.7% in Spagna.

    In conclusione, il 2025 rappresenta un anno di interruzione di una lunga tendenza di espansione del mercato delle due ruote. Il calo del 6% circa lascia il livello di immatricolato su volumi elevati, prossimi ai 350 mila pezzi, con scooter targati che trainano il mercato mostrando una minore ciclicità della domanda data la loro rilevanza nelle scelte di mobilità, mentre la domanda di moto, più legata al tempo libero, sta risentendo maggiormente dei vincoli reddituali.

  • Capitolo 5 Mobili
    Capitolo 5

    Mobili

    Nel 2025 le vendite di mobili si manterranno in calo, confermando la fase di consolidamento dopo il rinnovo degli spazi abitativi che ha caratterizzato il periodo post-pandemia; la componente prezzo, analogamente al 2024, fornirà un contributo positivo mentre i volumi di vendita, nonostante il permanere di agevolazioni fiscali nel 2025, sono attesi in calo, in un contesto di cautela nelle decisioni di spesa delle famiglie e di normalizzazione della domanda attivata dalle ristrutturazioni, dopo i picchi legati al Superbonus.

    Nel 2025 le vendite di mobili mostreranno un calo in valore (-0.6%), sostanzialmente in linea con la dinamica del 2024, confermando una fase di consolidamento dopo il rimbalzo del biennio 2021-’22. Analogamente allo scorso, si confermerà rilevante la componente prezzo (+1.1%), seppure in decelerazione dopo i rincari del biennio 2022-’23. I volumi di vendita, invece, sono attesi in calo (-1.7% nel 2025), seppure a un tasso in attenuazione rispetto al 2024.
    Nonostante la ripresa dei redditi e la presenza di incentivi fiscali all’acquisto connessi alle ristrutturazioni (Bonus mobili prorogato a tutto il 2025, con un tetto di spesa di 5 mila euro, analogamente al 2024), la maggiore cautela dei consumatori verso gli acquisti ad elevato importo continuerà a condizionare la domanda di mobili, soprattutto dopo l’intensa fase di rinnovo degli spazi abitativi che ha caratterizzato il periodo post-pandemia. Un contributo negativo, in particolare, è atteso provenire dalla domanda attivata dagli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, in fisiologico calo, data la rimodulazione degli incentivi e l’esaurirsi della spinta del Superbonus 110%. Positivo, invece, il contributo della domanda di primo acquisto, in linea con un mercato immobiliare che ha mostrato segnali di rafforzamento nella prima parte del 2025, dopo la ripresa avviatasi nel corso del 2024. L’attenuazione dei tassi di interesse e la minore onerosità di ricorso al credito hanno sostenuto una decisa crescita delle compravendite immobiliari residenziali. A consuntivo del primo semestre 2025, infatti, i dati dell’Agenzia dell’Entrate segnalano una crescita delle compravendite immobiliari residenziali del 9.5% rispetto al corrispondente periodo del 2024.
    In tale contesto, le vendite di mobili si sono mantenute in calo per gran parte dell’anno, mostrando solo nei mesi di luglio-agosto un’inversione di tendenza, che ha portato a un incremento nel terzo trimestre del 2025 rispetto al corrispondente periodo del 2024. Tale tendenza è attesa proseguire nei mesi finali dell’anno, contribuendo ad attenuare il calo dei volumi di vendita e del giro di affari.
    A livello di canali distributivi, secondo l’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, nel 2025 le vendite online di arredamento e home living si manterranno in crescita, a ritmi tuttavia più moderati (+6%, dopo il +12% del 2024), in linea con la dinamica complessiva dell’e-commerce. Il giro di affari dell’on line è stimato raggiungere i 4.7 mld di euro, consolidando un’incidenza di circa il 20% del fatturato retail del settore.

  • Capitolo 6 Telefonia
    Capitolo 6

    Telefonia

    La telefonia si conferma il principale comparto del mercato della Tecnologia consumer, con un fatturato che nel 2025 si manterrà sostanzialmente stabile sui 6.3 miliardi di euro. Una dinamica imputabile al segmento degli smartphone, che mostra una polarizzazione delle vendite, con risultati migliori per i prodotti premium, e la crescente preferenza dei consumatori verso i dispositivi ricondizionati. Tra gli altri prodotti, invece, prosegue la dinamica positiva delle vendite delle cuffie e core wearables (dagli orologi a occhiali “smart” e altri dispositivi indossabili).

    Nella prima parte del 2025, in base ai dati GfK, le vendite del settore della telefonia mostrano un calo del -0.9%, sintesi di una diminuzione dei volumi di vendita (-6%) che ha più che compensato la crescita dei prezzi (+5.3%). Nei mesi finali dell’anno si stima un’attenuazione del calo dei volumi di vendita; la contestuale crescita dei prezzi porterà a una sostanziale tenuta delle vendite in valore (-0.4% in media d’anno nel 2025). Tale evoluzione consentirà al giro di affari del mercato della telefonia di mantenersi su livelli superiori ai 6.3 miliardi di euro, confermandosi il principale comparto del mercato della Tecnologia consumer.
    L’evoluzione del mercato è condizionata dalle performance degli smartphone, che rappresentano circa l’85% del fatturato della telefonia. Nei primi nove mesi del 2025, secondo i dati GfK, le vendite di smartphone sono diminuite del -1.1% in valore, condizionate da un calo dei volumi di vendita (-7.5%) solo parzialmente attenuato dalla crescita dei prezzi (+6.9%). Il comparto mostra una polarizzazione delle vendite, con il segmento premium che registra performance migliori rispetto alla fascia entry level, e un crescente interesse dei consumatori verso i dispositivi ricondizionati, che intercettano la richiesta di convenienza e di prodotti dal migliore rapporto qualità/prezzo.
    Tra gli altri prodotti, performance positive, invece, per le vendite in valore di cuffie (+1.5% in valore, -0.2% in volume, +1.7% prezzi), che arrivano a rappresentare il 5.7% del giro di affari del settore (dal 5.6% dei primi nove mesi del 2024) e i core wearables (dagli orologi a occhiali “smart” e altri dispositivi indossabili) che registrano una crescita dell’1.2% in valore, rappresentando il 5% del giro di affari del settore nei primi nove mesi del 2025. Tra gli altri prodotti di nicchia, si mantiene stabile al 4% la rilevanza dei supporti per la telefonia che registrano un calo delle vendite dell’1.3% in valore, dovuto alla riduzione sia dei volumi di vendita (circa -1%) sia dei prezzi (-0.6%).
    In termini di canali di vendita, in base ai dati GfK, l’on line mostra performance migliori rispetto al canale della rete di vendita fisica, consolidando una quota di circa il 20.5% del fatturato della telefonia, più che doppia rispetto al pre Covid. A livello di prodotti, le performance del canale digitale sono state sostenute dalla crescita delle vendite di core wearables (+11% nei primi nove mesi del 2025) e di cuffie (circa +4.3% in valore) che portano il canale digitale a rappresentare il 45% del fatturato per entrambi i prodotti. Stabile, invece, al 18% l’incidenza dell’on line sulle vendite di smartphone.

  • Capitolo 7 Elettrodomestici grandi
    Capitolo 7

    Elettrodomestici grandi

    Dopo un triennio di buona crescita, il giro di affari dei grandi elettrodomestici si stabilizza su livelli elevati. Esigenze di sostituzione e di efficientamento energetico, sostenute anche dall’introduzione del Bonus rottamazione, contribuiscono a mantenere in crescita i volumi di vendita, a fronte di un rientro dei prezzi dai picchi del 2023. Migliori le performance del lavaggio, sia in valore sia in volume.

    Dopo la crescita sostenuta degli ultimi anni (circa +3% in media d’anno nel triennio 2022-’24), nei primi nove mesi del 2025, le vendite di grandi elettrodomestici sono diminuite di circa l’1% in valore rispetto al corrispondente periodo del 2024, in un contesto di calo dei prezzi (-2.3%) che ha più che compensato la crescita dei volumi (+1.5%).
    Nei mesi finali dell’anno si attende un miglioramento delle vendite, sostenuto anche dal Bonus rottamazione che va ad aggiungersi agli incentivi fiscali connessi alle ristrutturazioni per l’acquisto di grandi elettrodomestici con risparmio energetico (Bonus mobili prorogato a tutto il 2025, anche con un tetto di spesa di 5 mila euro). In particolare, il Bonus rottamazione, con una dote di 48 milioni di euro, è stato attivato nella seconda metà del mese di novembre con la formula del click day e prevede uno sconto del 30% per l’acquisto di un elettrodomestico per un tetto massimo di 100 euro oppure di 200 euro se si ha ISEE inferiore ai 25 mila euro. L'acquisto va fatto entro 15 giorni dalla data di erogazione e contestualmente va richiesto il ritiro e lo smaltimento di un grande elettrodomestico vecchio della stessa tipologia ma di classe inferiore. Un contributo importante soprattutto per le famiglie meno abbienti per il rinnovo degli apparecchi domestici con modelli più efficienti e a basso consumo energetico.
    In media d’anno, pertanto, le vendite di grandi elettrodomestici sono attese mantenersi sostanzialmente stabili (-0.3% in valore) sui livelli elevati raggiunti nel 2024 (oltre 4.1 miliardi di euro).
    Sul fronte distributivo, le performance di vendita risultano migliori per il canale on line, che ha rappresentato l’11.6% del giro di affari complessivo del settore nei primi nove mesi del 2025, una percentuale in crescita rispetto a quella dello stesso periodo del 2024 (11.1%).
    Entrando nel dettaglio dei comparti, in base ai dati di GfK disponibili sui primi nove mesi del 2025, i prodotti da incasso che avevano trainato la crescita nell’ultimo triennio, arrivando a rappresentare nel 2024 il 39.5% del fatturato dei grandi elettrodomestici (dal 36% del 2021), mostrano le performance peggiori (-2.4% in valore). L’evoluzione è imputabile al calo sia dei volumi di vendita (-0.3% rispetto ai primi nove mesi del 2024) sia soprattutto dei prezzi (-2%). Stabili, invece, le vendite di prodotti a libera installazione (+0.2% in valore), che mostrano una crescita dei volumi di vendita di circa il 3% a fronte di una riduzione dei prezzi (-2.5%).

    A livello di segmenti, nei primi nove mesi del 2025, secondo i dati GfK, a sostenere la crescita è il lavaggio (+1.3% in valore), a fronte di un calo delle vendite per i comparti del freddo (-1.2%) e soprattutto della cottura (-3.4%).
    In particolare, il lavaggio, il più importante comparto del mercato (40.5% in valore), mostra la migliore performance (+1.3% in valore, +2.8% in volume), registrando dinamiche positive trasversali a tutti i prodotti. Tassi di crescita più sostenuti in particolare per le asciugatrici (+4.4% in valore, +6.1% in volume, -1.6% prezzi) e le lavastoviglie (+1.7% in valore, +2.9% in volume, -1.2% prezzi), prodotti questi ultimi che continuano a registrare un aumento della penetrazione presso le famiglie (nel 2024 il 56% delle famiglie possedeva una lavastoviglie, rispetto al 51% del 2019 secondo i dati Istat). In lieve crescita anche le vendite di lavatrici (+0.4% in valore, +2.5% in volume, -1.9% prezzi), principale prodotto del segmento del lavaggio (circa 52% in valore).
    In calo, invece, le vendite del comparto del freddo (-1.2% in valore, +0.4% in volume, -1.6% prezzi), che rappresenta il 29.4% del valore del mercato dei grandi elettrodomestici. L’evoluzione è imputabile alla dinamica dei frigoriferi, con vendite in calo nei primi nove mesi del 2025 dello 0.7% in valore, in ragione di una riduzione dei prezzi (circa -2%) che ha più che compensato l’incremento dei volumi di vendita (+1.1%). Relativamente agli altri prodotti del comparto del freddo, si sono mantenute in calo, seppure a tassi in attenuazione rispetto al 2023, le vendite di congelatori (-5.2% in valore, che scontano la riduzione sia dei volumi, fisiologica dopo il forte incremento del 2020, sia dei prezzi. Dinamiche negative anche per le wine cabinets, che mettono a segno nei primi nove mesi del 2025 un calo del -9% in valore, imputabile alla diminuzione sia dei prezzi (-1.5%) sia soprattutto dei volumi di vendita (-7.5%).
    Infine, il comparto della cottura, il secondo mercato per importanza (30% in valore) mostra le peggiori performance in valore (-3.4%), in ragione di un calo dei prezzi più marcato rispetto agli altri segmenti (-4.4%). Dinamiche negative trasversali a tutti i prodotti: dalle cappe (-11% in valore, -6% in volume) ai piani di cottura (-2.7% in valore, +1.5% volumi, -4.2% prezzi) e forni/cucine (-0.6% in valore, +1.2% volumi, -1.7% prezzi).

  • Capitolo 8 Elettrodomestici piccoli
    Capitolo 8

    Elettrodomestici piccoli

    Il mercato degli elettrodomestici piccoli è atteso confermare, analogamente al 2024, la migliore performance tra i beni durevoli per la casa, guidata dalla richiesta di multifunzionalità e praticità d’uso. Tra i segmenti spicca la “cura della casa”, che continua a beneficiare della portata innovativa del segmento dell’aspirazione, e la “cura della persona”, in cui prosegue la favorevole evoluzione dei prodotti dei prodotti e soluzioni per l’igiene dentale, a riflesso della maggiore diffusione della cultura di prevenzione e dell’ampliamento della gamma di offerta. In lieve calo, invece, le vendite del segmento per la “preparazione del cibo”, risultato condizionato dalla forte attività promozionale sulle Kitchen Machines.

    È proseguita nel corso del 2025 la crescita delle vendite dei piccoli elettrodomestici, con un passo che ha mostrato un progressivo rafforzamento in corso d’anno, portando a consuntivo dei primi nove mesi dell’anno ad un incremento di circa il 5% in valore.
    Tale evoluzione è imputabile alla dinamica dei volumi di vendita, in crescita tonica per gran parte del 2025, a fronte di un calo dei prezzi che segnala il rientro delle tensioni inflative sugli input produttivi, ma anche la forte attività promozionale che sta interessando il mercato. A livello di canali di vendita, spicca il rilevante contributo dell’on line che ha registrato performance decisamente positive (nell’ordine del +14% nei primi nove mesi del 2025), a fronte di una sostanziale tenuta del canale fisico, consolidando una penetrazione del 38.3% del fatturato del mercato dei piccoli elettrodomestici (dal 35.1% del corrispondente periodo del 2024), la più elevata tra i beni della tecnologia consumer.
    Nei mesi finali del 2025 si attende il consolidamento della tendenza in atto che in media d’anno porterà il mercato dei piccoli elettrodomestici a collocarsi su livelli di poco superiori ai 2.3 miliardi di euro, in crescita del 5.2% rispetto al 2024.

    All’interno del mercato spicca la crescita delle vendite di piccoli elettrodomestici per la “cura della casa”, in cui prosegue la favorevole dinamica dei prodotti per l’aspirazione, sostenuti dalla maggiore penetrazione degli apparecchi innovativi, e della “cura della persona”, mentre le vendite del segmento per la “preparazione del cibo” mostrano un lieve calo in valore.
    Analizzando i dati di GfK sui primi nove mesi del 2025, il segmento “preparazione del cibo”, che rappresenta quasi il 37% del giro di affari del comparto, mostra infatti un moderato calo (-0.8%), imputabile al forte calo dei prezzi (-10.3%) che ha più che compensato la crescita dei volumi di vendita (+10.6%); un risultato che segnala la forte promozionalità che sta interessando il comparto. Tale evoluzione sconta, infatti, in particolare la dinamica negativa delle Kitchen Machines (che rappresentano il 17.5% del segmento della preparazione del cibo), con vendite in calo del 23% in valore, in ragione di un forte calo dei prezzi (-35%) che ha più che compensato la crescita dei volumi di vendita (+18.8%). È proseguito, invece, lo sviluppo delle vendite di friggitrici, che arrivano a rappresentare oltre il 17% del fatturato del segmento in marcata crescita nei primi nove mesi del 2025 (+16% in valore), per l’incremento dei volumi (+23%) a fronte di prezzi in calo (-6%).
    Positive performance anche per le macchine per il caffè (principale prodotto per valore, il 29% del fatturato del segmento) con vendite in crescita del 6.5% in valore, sostenute da una dinamica positiva sia dei volumi (+7%) a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi.
    Infine, tra gli altri prodotti, ancora nicchie di mercato, emergono in evidenza dinamiche positive sia in valore sia in volume, per i bollitori (+11.1% in valore, con prezzi stabili) e centrifughe e spremiagrumi con volumi in crescita del 6%, prodotti che valgono rispettivamente il 2% e 4% del fatturato del segmento della preparazione del cibo.
    Il segmento “cura della casa” sperimenta, invece, una crescita dell’11.5% in valore, nei primi nove mesi del 2025, dovuta a un marcato incremento dei volumi (+9.8%) a fronte di una crescita dei prezzi dell’1.6%. Tale dinamica è imputabile soprattutto alle vendite di aspirapolveri (+15.4% in valore, +14.1% in volume), che rappresentano il 74% del valore del segmento della cura casa e il 28% del mercato complessivo dei piccoli elettrodomestici. Tra gli altri prodotti per l’aspirazione, un contributo positivo è giunto anche dai mini-aspirapolvere (+24.4% in valore, +37.2% in volume, con prezzi in calo del -9.5%), nicchia di mercato che è arrivata al 4% del fatturato (dal 3.6% dei primi nove mesi del 2024). Si sono, invece, mantenute in calo le vendite di pulitori a vapore (-4.5% in valore, -6.2% in volume), rappresentando circa il 3.5% del fatturato del segmento “cura della casa”.
    Infine, in contenuto calo le vendite di ferri da stiro (-0.9% in valore), secondo prodotto per rilevanza all’interno del segmento della cura della casa, con un’incidenza del 18.5%.
    Il segmento “cura della persona” mostra una crescita del 4% in valore nei primi nove mesi del 2025, sostenuta da una dinamica positiva dei volumi a fronte di prezzi sostanzialmente stabili (-0.5%). All’interno del segmento le vendite dei prodotti per la cura dei capelli (apparecchi per asciugare e acconciare) si sono mantenute in crescita (+3% in valore, +8.6% in volume, calo dei prezzi -5.2%), consolidando gli elevati livelli raggiunti lo scorso anno e il giro di affari più rilevante all’interno del segmento cura persona (35% in valore). In crescita anche le vendite di prodotti legati alla rasatura (+3.7% in valore, +6% in volume), che si assestano su livelli elevati, rappresentando il 27% del segmento. Migliori le performance del mercato dei prodotti e soluzioni legate all’igiene dentale (+9.6% in valore, +2.9% in volume, prezzi in crescita del 6.5%), a riflesso della maggiore diffusione della cultura di prevenzione e dell’ampliamento della gamma di offerta; il segmento ha accresciuto rilevanza nel comparto, rappresentando quasi il 25% del fatturato generato dal segmento cura della persona, dal 23% dello scorso anno. Tra gli altri prodotti a minore rilevanza, prosegue lo sviluppo delle vendite di bilance (+9.1% in valore), che mostrano un forte incremento in volume (+38%, a fronte di un calo dei prezzi nell’ordine del 21%), arrivando a rappresentare il 3.5% del fatturato del segmento.

  • Capitolo 9 Information technology
    Capitolo 9

    Information technology

    Il mercato It recupera un trend di crescita, sostenuto in particolare dai cicli di sostituzione dei prodotti acquistati nel biennio 2020-’21, risultando nel 2025 tra i settori più performanti della tecnologia consumer. A contribuire alla crescita della spesa delle famiglie è la ripresa delle vendite di Pc, in particolare portatili, e di tablet. Performance positive anche per i device per il gaming e per alcuni prodotti di nicchia quali le visual/dashcams. In termini di canali di vendita, l’on line fornisce un contributo preponderante, accrescendo ulteriormente rilevanza sul giro di affari del mercato.

    Dopo un triennio consecutivo di segni meno, dato il fisiologico rimbalzo dai picchi di crescita del biennio 2020-’21, il mercato It recupera un trend positivo.
    La ripresa, avviatasi negli ultimi mesi del 2024, si è consolidata nel corso del 2025, mostrando un balzo nel mese di luglio, dovuto anche all’intensa attività promozionale, in particolare nel canale on line. A consuntivo dei primi nove mesi del 2025 il settore mostra una crescita dell’1.3% in valore, sintesi di una dinamica positiva sia dei volumi sia dei prezzi.
    Le attese per i mesi finali sono di un proseguimento delle tendenze in atto che contribuiranno a rafforzare la dinamica positiva dei volumi di vendita (+1.1% in media d’anno). In tale contesto, la contestuale crescita dei prezzi porterà nel 2025 a un incremento del giro di affari dell’1.7% in media d’anno.

    Dall’analisi dei dati GfK per canale di vendita sul mercato complessivo (business e consumer) nei primi nove mesi del 2025 spicca il rilevante contributo positivo dell’on line con una crescita del 6% a fronte di un calo delle vendite per la rete di vendita fisica (-1.6% in valore), seppure in attenuazione rispetto al 2024. In tale contesto il fatturato dell’e-commerce ha rappresentato quasi il 32% del fatturato, 1.6 punti in più rispetto al corrispondente periodo del 2024. In particolare, la penetrazione dell’on line è aumentata soprattutto per i monitors (dal 44% al 49%) e i pc sia fissi (dal 16% al 18%) sia portatili (dal 27% al 29%), in ragione di un incremento delle vendite a doppia cifra (+14% per i pc fissi, +11% per i pc portatili).
    A sostenere la crescita della spesa delle famiglie è stata la ripresa delle vendite di Pc, che rappresentano quasi il 37% del mercato in valore (circa +3%); in base ai dati di GfK, nei primi nove mesi del 2025, la crescita è stata guidata dalle vendite di Pc portatili (+3.5%) mentre i pc fissi si sono mantenuti in calo (-1.3%), seppure in attenuazione rispetto al 2024. In crescita anche le vendite di tablet (+4.7%), che generano il 15% del giro di affari del mercato, mentre i monitors mostrano una sostanziale tenuta del fatturato. In buona crescita, infine, anche le vendite di alcuni prodotti di nicchia quali i device per il gaming (+5.3% in valore, oltre il 7% del giro di affari del mercato) e le visual cams e dashcams (+23.4% in valore, l’1.5% del giro di affari), prodotti questi ultimi che stanno incontrando la crescente preferenza dei consumatori in quanto consentono un miglioramento della sicurezza stradale.

  • Capitolo 10 Elettronica di consumo
    Capitolo 10

    Elettronica di consumo

    La dinamica negativa del comparto video continua a condizionare il mercato che chiuderà il 2025 con un ulteriore calo del fatturato, seppure in netta attenuazione rispetto al forte deterioramento del triennio 2022-‘24, segnale di un quasi completo rientro dai picchi positivi dovuti allo switch off e sostenuti dai bonus Tv/decoder. Tra gli altri prodotti spiccano per crescita gli altoparlanti, sostenuti dalla tendenza a realizzare sistemi di Home Theater, e le cuffie, con la maggiore diffusione di prodotti wireless e con funzionalità premium.

    Il mercato dell’elettronica di consumo continua a essere condizionato dalla dinamica negativa del segmento video, che sconta il rimbalzo dai picchi di crescita sperimentati tra il 2021 e la prima parte del 2022, indotto dal rinnovo di Tv e decoder, in seguito all’avvio dello switch off. Il bilancio a tutto settembre 2025, secondo i dati GfK, vede il mercato su livelli del 2.4% inferiori rispetto ai primi nove mesi del 2024, sintesi di un ripiegamento dei volumi di vendita (-1.6%) e dei prezzi (-0.9%).
    Sull’evoluzione del settore pesa la dinamica delle vendite di Tv (circa l’84% del fatturato del mercato). Nella prima parte dell’anno, le vendite di Tv si sono mantenute in calo, mostrando però una tendenza all’attenuazione dal mese di luglio, in ragione di una ripresa dei volumi di vendita. Il consuntivo dei primi nove mesi del 2025 resta tuttavia negativo (-2.9% in valore, -1.2% in volume). Prosegue, invece, a doppia cifra il calo delle vendite di decoder (-33% in valore, -34% in volume, con prezzi in crescita del 10%), con una rappresentatività scesa sotto l’1% del fatturato del mercato (dal 4.9% del 2022).
    All’interno del settore, nei primi nove mesi del 2025 segni negativi hanno interessato anche tutte le altre categorie di spesa, con l’eccezione dei droni (+16% in valore), che registrano una sostenuta crescita dei volumi (+27%), a fronte di un calo dei prezzi di circa -9%.
    In particolare, nel segmento degli “accessori” (-0.8% in valore, +0.9% in volume, -1.2% dei prezzi) a fronte del lieve calo delle vendite di supporti quali le staffe (-0.4% in valore) che rappresentano oltre il 53% del giro di affari del segmento accessori, si osserva una buona crescita delle vendite di cuffie (+6.6% in valore, circa 20% del fatturato del segmento), trainate dalla diffusione di prodotti wireless e con funzionalità premium (quali il controllo del rumore).
    Tra le altre categorie di spesa il segmento “Audio Statico” mostra una crescita del 2.8% in valore, imputabile esclusivamente all’incremento dei prezzi (+5.8%) a fronte di un calo dei volumi di vendita (-2.9%). Tra i prodotti spiccano per crescita in valore gli altoparlanti (7.6%), confermando la tendenza alla realizzazione di sistemi Home Theater.
    Non sono invece emersi segnali di inversione di tendenza delle vendite per i segmenti “Audio portatile e “Car Entertainment” (in calo in valore del -3.7% e del -15% rispettivamente), che vedono un ulteriore ridimensionamento del giro di affari, in linea con un trend strutturale indotto dalla concorrenza degli smartphone e dei prodotti già integrati nell’auto che sottraggono mercato ai prodotti a supporto della navigazione.

    Nei mesi finali dell’anno, si attende il proseguimento di un miglioramento dei volumi di vendita, in ragione anche dei bassi livelli toccati. In tale contesto, il mercato dell’elettronica di consumo è stimato chiudere il 2025 con un calo del fatturato del -1.9% (-0.6% volumi, -1.3% prezzi). Una dinamica che manterrà il mercato su 1.6 miliardi di euro, circa 790 milioni di euro sotto i livelli del 2022. In termini di canali distributivi, il canale on line sperimenta performance positive (circa +2% in valore, nei primi nove mesi del 2025), accrescendo ulteriormente rilevanza nel mercato, arrivando a rappresentare il 24.6% delle vendite in valore (dal 23.6% dei primi nove mesi del 2024).

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