Vacanze 2026: cresce la spesa, ma gli italiani imparano a fare i conti con il budget
Nonostante l’incertezza economica e un’estate segnata dalle temperature elevate, la voglia di vacanza degli italiani si conferma forte: il 59% dichiara di essersi concesso almeno qualche giorno di riposo, una quota superiore al 55% del 2025, anche se ancora distante dal 63% rilevato nel settembre 2024. Le abitudini di viaggio restano sostanzialmente consolidate. Anche nel 2026 prevalgono infatti soggiorni brevi: per il 62% degli italiani la vacanza non supera una settimana. A cambiare è soprattutto l’impegno economico richiesto: la spesa media dichiarata ha superato i 2.100 euro, registrando un aumento del 15% rispetto al 2025. A differenza del passato, tuttavia, le famiglie sembrano aver affrontato questi rincari con maggiore consapevolezza e capacità di programmazione. Il 68% degli intervistati considera infatti la spesa sostenuta in linea con le proprie attese, rispetto al 65% di un anno fa. Gli italiani restano quindi sotto pressione, ma appaiono più preparati a ricercare soluzioni compatibili con il budget disponibile. Guardando ai prossimi mesi, emerge più prudenza che ottimismo: il 55% delle famiglie si dichiara preoccupato e prevede qualche sacrificio per rispettare il proprio budget, mentre il restante 45% si sente più tranquillo. Un quadro pressoché invariato rispetto a settembre 2025, che restituisce l’immagine di famiglie ancora caute, ma sempre più attente nella gestione delle proprie risorse.
Inflazione ed energia rafforzano la prudenza delle famiglie
Le tensioni geopolitiche e il rialzo delle quotazioni energetiche alimentano le preoccupazioni degli italiani. Il 60% teme l’inflazione e quasi il 40% percepisce prezzi “molto in crescita”. Le ondate di caldo portano inoltre la preoccupazione per il cambiamento climatico al massimo storico, indicata da un intervistato su due. Potere d’acquisto, guerre e situazione economica del Paese preoccupano circa il 35% degli italiani. La quota di ottimisti resta sostanzialmente stabile al 37%, ma scende rispetto al 39% di inizio luglio. Più che un brusco deterioramento della fiducia, emerge il consolidamento della prudenza: le famiglie in difficoltà nella gestione del bilancio salgono dal 41% al 45%, mentre quelle che riescono a risparmiare scendono a circa il 55%, da oltre il 60% del mese precedente.


